Mimesis 1946-2016. Atti delle giornate di studio su Erich Auerbach. Pavia, Collegio Ghislieri, 27-28 aprile 2016

a cura di Raffaella Colombo, Federico Francucci, Matteo Quinto

tutti i libri di Federico Francucci Matteo Quinto Raffaella Colombo

Collana: Miscellanee scientifiche

Area Tematica: Scienze dell'antichità, filologico letterarie e storico artistiche

ISBN: 978-88-6952-079-2

Anno: 2018

Pagine: 132

Formato: 17 x 24

Prezzo: 14,00 € Info acquisti

- Opera valutata e approvata dal Comitato scientifico-editoriale -

Collana: Miscellanee scientifiche

Area Tematica: Scienze dell'antichità, filologico letterarie e storico artistiche

ISBN: 978-88-6952-080-8

Anno: 2018

Pagine: 132

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- Opera valutata e approvata dal Comitato scientifico-editoriale -

Le giornate di studio su Erich Auerbach nascono dall’intenzione di celebrare il settantesimo anniversario della pubblicazione di Mimesis (1946, Berna, Francke). Gli atti raccolgono otto contributi che affrontano ciascuno da prospettive diverse un tema particolare, nel tentativo di fornire nuovi spunti di studio attorno a una delle maggiori figure del panorama critico-letterario novecentesco.
L’intervento introduttivo di Maria Luisa Meneghetti affronta alcune problematiche sulla lingua letteraria medievale e dantesca prendendo spunto dal saggio auerbachiano Lingua letteraria e pubblico. Il contributo di Mario Domenichelli propone poi una riflessione sui metodi impiegati da Auerbach e da Benjamin in relazione alla ricerca etimologica come strumento di conoscenza. La questione della figuralità e la concezione auerbachiana del tempo vengono approfonditi da Pietro Cataldi, mentre Federico Bertoni si interroga sull’eredità del metodo di Auerbach.
Le due relazioni che seguono si soffermano sull’interesse di Auerbach per la letteratura francese: Lorenzo Renzi si concentra sulla linea da Montaigne a Proust, autori che privilegiano uno sguardo attento all’umano; Daniele Giglioli propone invece un’indagine sulla poesia di Baudelaire come luogo di attuazione di un ‘realismo estremo’.
Infine si esplorano nuove prospettive di ricerca, con suggestioni dalla critica e dalla letteratura post-moderna: Riccardo Castellana cerca di estendere la teoria del figurale attraverso Frye e Federico Francucci legge Auerbach attraverso l’opera di Pynchon.