In greco per i Greci

Ricerche sul lessico greco del processo civile e criminale romano nelle attestazioni di fonti documentarie romane

di Umberto Laffi

Collana: Pubblicazioni del CEDANT

Area Tematica: Scienze giuridiche

ISBN: 978-88-6952-021-1

Anno: 2013

Pagine: 142

Formato: 17 x 24 cm

Prezzo: 29,00 € Info acquisti

- Opera valutata e approvata dal Comitato scientifico-editoriale -

Scrivere in greco per i Greci era una necessità che i Romani consideravano ovvia se volevano farsi intendere correttamente. In questa ricerca si esamina come il lessico proprio del processo civile e criminale romano (singoli termini, sintagmi, locuzioni di tipo formulare) viene reso in greco in una serie di documenti di produzione romana destinati a popolazioni ellenofone, documenti vari per tipologia, natura e genesi (leggi, senatoconsulti, trattati, editti e decreti di magistrati, promagistrati, imperatori e inoltre epistole di magistrati, promagistrati, imperatori, verbali di processi), che, da questo punto di vista, non sono mai stati fatti oggetto di una trattazione organica sotto l’aspetto storico, filologico e giuridico. I documenti sono presi in considerazione in successione cronologica. I problemi che si ponevano per la resa in greco di termini latini erano di vario tipo e riguardavano in maniera diversa il processo penale e il processo civile, quest’ultimo caratterizzato da termini ed espressioni tecniche che rendevano il discorso ancora più complicato. Il lessico greco del processo romano in età imperiale da un lato si semplifica per il progressivo arretramento e l’inaridimento della procedura formulare in campo civilistico e della procedura accusatoria in campo criminalistico; dall’altro si arricchisce di nuovi termini ed espressioni, connessi con la concomitante progressiva estensione in entrambi i campi, sia pure in tempi diversi e con intensità diversa, della procedura cognitoria e l’affermarsi di nuove regole. L’ esame analitico del lessico greco del processo romano condotto comparativamente documento per documento consente all’autore di inquadrare in un contesto di maggiore consapevolezza critica termini ed espressioni che spesso, in assenza di una visione d’insieme, sono solo impressionisticamente intesi, quando non siano addirittura fraintesi. Umberto Laffi può così proporre nuove interpretazioni di passi intricati ed enigmatici di documenti importanti quali, ad es., la legge sulle province orientali, il trattato fra Roma e il koinon della Licia del 46 a.C., l’editto di Ottaviano a favore di Seleuco di Rhosos, il primo e il quarto degli editti di Augusto ai Cirenei e il s.c. Calvisianum, la lettera di Adriano ad Afrodisiade del 119 d.C., l’editto del prefetto d’Egitto M. Petronius Mamertinus, la lettera attribuita ad Antonino Pio indirizzata agli Efesii.


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